Galleria

Benvenuto,

Qui troverai una raccolta di opere
realizzate tra il 2014 e il 2023.

Queste opere sono frutto di un percorso di ricerca che ho amato inifinitamente, e infinitamente amo. Il mio tema di ricerca è l’invisibile, e il mio obbiettivo è di restituirgli, attraverso i miei strumenti d’arte, una forma nel mondo visibile.

Ogni opera che vedrai è unica e originale, ed è realizzata interamente a mano.

Per ulteriori informazioni o curiosità, sono a tua disposizione.

Buona visione

Biografia

Manuel Schianchi si dedica all’arte, alla musica e alla letteratura.

Arte

Nato nel 1996, la sua passione per il disegno comincia sin dall’infanzia, e diviene presto per lui un’esigenza prima. Durante il liceo artistico scopre la metafisica, è affascinato dall’anima e vuole cercare di restituirle una forma attraverso le immagini. Con l’opera ‘Oltre il Visibile’ (2014), una gioconda reinterpretazione della modella della scuola ritratta dal vero, segna ufficialmente l’ingresso nella sua dimensione ‘stilistica’ personale, caratterizzata in quegli anni da un disegno sottile e ondiforme, animato da serrati ed evocativi chiaroscuri, dimensione a cui in seguito darà il nome di ‘Materialismo Psichico’, e che concepirà come un libero spazio vitatronico per esprimersi ed esplorare e sondare i livelli dell’essere.

Finito il liceo svolge un breve periodo a Carrara, per apprendere tecniche di scultura del marmo, realizzando la sua prima opera a tutto tondo ‘Ares Dormiente’ (2015).

Frequenta poi l’Accademia di Brera a Milano, dove si diploma in Pittura, e che gli consente di partecipare a un’importante esperienza di studio a Barcellona, tramite il programma Erasmus+.

Durante questi anni accademici incontra nuovi amici artisti, con cui nascono scambi, confronti e collaborazioni. La vitalità del periodo porta alla mostra collettiva ‘IMMATERIA’, presso la Anisé Art Gallery di Bergamo, una mostra che presenta il lavoro di diversi artisti, accomunati da una ricerca che attraverso l’arte guarda allo spirituale. Per l’evento Manuel compone anche una suggestiva colonna sonora, che accompagna i visitatori nel viaggio espositivo. Costituita da 6 brani originali, da lì nascerà poi l’album ‘Sound of the Soul’, ancora custodito e in attesa di una release ufficiale.

Nello stesso periodo realizza ‘Il Ritorno della Regina’ (2019), opera che verrà poi esposta in due mostre collettive, una nello storico Palazzo Zenobio a Venezia, ed in seguito alla Fabbrica del Vapore a Milano.

Manuel continua a studiare le forme dei suoi disegni, e decide così di evolvere lo stile del Materialismo Psichico verso una visione più astratta ed impersonale, lasciando da parte le tanto amate figure, e concentrandosi sul tema centrale delle sue riflessioni in quel periodo: il fluido primigenio che compone ogni cosa, scoperto tramite i suoi stessi disegni e che lui soprannomina Molam, in quanto è quella ‘Materia oltre la materia’: quella Materia unica che esiste oltre – nel senso che è a un primo livello invisibile – alla materia molteplice.
Nasce così il Metamorfismo Cosmico, lo studio di questa Materia.
Una chiara realizzazione di questo periodo è il disegno ‘Verso Te’ (2021).

L’artista si iscrive al biennio specialistico di Pittura, che però non lo convince e che decide di lasciare da parte per dedicarsi alla più produttiva attività di creazione di quadri, canzoni e testi. Manuel viene tuttavia contattato da un professore dell’Accademia e scopre di essere stato selezionato per partecipare a una mostra collettiva: ‘Sguardi. Dall’interno dell’Accademia di Brera’, che avrà luogo in due storiche sedi: la galleria Lorenzelli a Milano e la Frankfurter Westend Galerie a Francoforte.

Negli anni a seguire vuole sperimentare una nuova dimensione dell’arte: il disegno e la pittura en plein air… ma in mezzo alle persone.
Decide così di dotarsi di tutti gli strumenti necessari e comincia la sua creazione per le strade, le piazze, i parchi di Milano.

Questa dimensione lo tocca profondamente e gli fa comprendere molto dell’arte e della vita: nascono nuovi incontri e nuove opere, che considera come un nuovo capitolo del suo percorso artistico ed umano: oltre le schiere del Materialismo Psichico, del Metamorfismo Cosmico e dell’appena concepito ‘Magnetismo Cosmico‘, si dedica ora tout-court alla rappresentazione di divinità (Mercurio, Venere, Shiva, Krishna).
Nasce quindi questo nuovo ciclo di opere, prevalentemente a tempera su tela, chiamato ‘I nuovi archetipi‘. Il pittore non abbandona mai il suo approccio invisibilista, di colui che guarda le cose cercando di coglierne l’essenza invisibile, ma si concede tuttavia sperimentazioni estetiche, dando vita a vibranti dipinti, fra i quali emergeranno ‘Per te’, ‘Grazie’ e ‘Libertà’, che in musica corrispondono a un do, un re e di nuovo un do, creando un perfetto loop energetico e componendo il ‘Trittico della Luce’.

L’anno dopo (2023) ripete l’esperimento, lavorando in Piazza della Scala, in via Brera e in via Fiori Chiari, al centro della Milano d’arte, ottenendo diverse commesse e guadagnandosi il riconoscimento e l’apprezzamento di molti. Questa volta sperimenta qualcosa di diverso: un caffè preso in una pizzeria di quartiere si trasforma presto nel medium prevalente di una serie di opere su carta, che una dopo l’altra cominciano a prendere forma, si animano e presentano su una parete di via Fiori Chiari. I passanti, vedendo Manuel a lavoro, spesso si fermano incuriositi, qualche volta chiacchierano di arte, pensieri, e vita, e qualche volta acquistano gli iconici ‘talismani’ a caffè su carta dell’artista.

E’ una sfida: i lavori sono in questa fase, per necessità d’esperimento, meno elaborati, perché decide di produrne in vasta quantità. Ogni disegno, però, mantiene la sua speciale impronta, e già a un primo sguardo si possono notare le ormai classiche qualità dell’estetica di Schianchi: la passione per l’anatomia, la disarmante vitalità delle figure, e quell’amore senza tempo per lo spirituale nell’arte.
L’artista sta sfidando il mondo, i preconcetti, e se stesso: deve ora, con pochi tocchi, concludere un’opera e offrirla al pubblico. Lontano è il ricordo dei ‘mesi per concludere un quadro’.
L’esperimento si conclude positivamente e lascia Manuel soddisfatto, con una serie di opere vendute, e una serie di nuovi disegni tra le mani, eredi di un freschissimo ricordo: ‘Made with Coffee and Love‘.

Attualmente sta lavorando a nuove opere… esplorando, come sempre, nuove vie per esprimere l’Invisibile.